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  • : Urban Pvs esperienze urbane in paesi in via di sviluppo Come sono le città nei Paesi del Terzo Mondo? Come sono organizzate? Quali sono le problematiche? Come vengono affrontate? Questo blog vuole essere uno spazio dedicato a quanti si occupano e si interessano dei problemi urbani e sociali nei paesi in via di sviluppo.
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Come sono le città nei Paesi del Terzo Mondo? Come sono organizzate?

Quali sono le problematiche? Come vengono affrontate?
Questo blog vuole essere uno spazio dedicato a quanti si occupano e si interessano dei problemi urbani e sociali nei paesi in via di sviluppo.


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7 marzo 2015 6 07 /03 /marzo /2015 08:12

A un'ora da Kigali, capitale ruandese, Kayonza è lacerata da conflitti. In questo ambiente semi-rurale, le donne passano la giornata lavorando in piccole aziende agricole di sussistenza, procurandosi acqua potabile e cercando legname da ardere. Il sito della nuova Women’s Opportunity Center, dislocato su di un crocevia al di sopra di una vallata fertile, è uno spazio ideale per l'architettura e aperto a un nuovo mondo di opportunità.
Il principio ispiratore del progetto è stato ricreare un villaggio vernacolare ruandese mediante una serie di padiglioni a scala umana, raggruppati per dare vita a una realtà in grado di accogliere fino a 300 donne, impostata secondo principi di sicurezza e spirito di gruppo. Progettato in collaborazione con Women for Women International - un'organizzazione umanitaria che aiuta le donne superstiti della guerra a ricostruire la propria vita - questo piccolo villaggio sfrutta un preciso piano architettonico per trasformare l’agglomerato urbano e le imprese agricole di sussistenza in opportunità di sviluppo economico, ricostruzione delle infrastrutture per il sociale e ripristino del patrimonio africano.
Il progetto ripropone all’edilizia tradizionale: le forme circolari si propagano verso l'esterno, passando da piccole aule situate al fulcro del sito fino ad arrivare a uno spazio comunitario, un mercato contadino e un’arena civica in posizione più periferica. Le strutture al centro traggono spunto dal palazzo storico del re, nel Ruanda meridionale, le cui residenze in canna intrecciata sono parte di un’usanza indigena quasi del tutto smarrita. La finezza di questa pratica architettonica è stata riproposta attraverso l’utilizzo di pareti in laterizio arrotondate e perforate, in modo da favorire il raffreddamento passivo e la schermatura solare pur mantenendo un senso di privacy.
Il progetto supporta inoltre le infrastrutture per il sociale predisponendo alloggi per chi è in visita, consentendo dunque a eventuali donatori o partner nell’organizzazione di vivere in prima persona l’Opportunity Center. Queste strutture fungono anche da volano per iniziative tese a costruire relazioni interpersonali tra le donne di Kayonza e gli sponsor di tutto il mondo, così da diffondere l’impronta sociale del centro attraverso una rete globale di supporto.


Tra i vari interventi è stata prevista la creazione di una fattoria didattica per istruire e aiutare le donne a produrre e commercializzare i propri prodotti. La Commercial Integrated Farming Initiative insegna come creare entrate commercializzando ciò che viene prodotto direttamente dal suolo nel rispetto dell’ecosistema agricolo. Le aule vengono raffrescate grazie ai tetti verdi e alle pareti in terra rinforzata, mentre i recinti sono un luogo dove le donne imparano sia ad allevare maiali, mucche, capre e conigli, sia ad assimilare i metodi di immagazzinamento e trasformazione alimentare utili per mandare avanti le proprie cooperative con profitto.
Disposto intorno a una piacevole piazza, facilmente raggiungibile da mezzi di trasporto privato e pubblico, il mercato mostra tutto il potenziale economico del centro. Qui, le donne vendono cibo, tessuti, cesti e altri beni di produzione locale, così come acqua potabile raccolta dai tetti. Gli spazi adibiti a mercato possono essere concessi in locazione, in modo da generare un’altra fonte di reddito supplementare e dare vita a una rete comunitaria autosufficiente.
E' stata stretta una partnership con imprese locali per la realizzazione di impianti di depurazione dell’acqua, produzione di biogas e altri sistemi sostenibili che possono essere creati e mantenuti dagli abitanti stessi. Le latrine (largamente diffuse in Ruanda), essendo una fonte di inquinamento delle falde acquifere sotterranee e vettori di malattie, sono state rimpiazzate da compost toilet, un metodo semplice e salubre per ridurre il consumo dell'acqua e trattenere i rifiuti solidi e liquidi ricchi di azoto. Questo semplice metodo consente di sfruttare il fertilizzante naturale prodotto per la gestione delle imprese agricole o per essere venduto, entrando quindi anch’esso tra i prodotti generatori di entrate.
Ogni anno, il Women’s Opportunity Center responsabilizza 300 donne, aiutandole a superare l'eredità di un conflitto.

http://www.theplan.it/J/index.php?option=com_content&view=article&id=5927%3Awomens-opportunity-center&Itemid=246&lang=it

http://www.womenforwomen.org/rwanda-womens-opportunity-center-opening

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