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  • : Urban Pvs esperienze urbane in paesi in via di sviluppo Come sono le città nei Paesi del Terzo Mondo? Come sono organizzate? Quali sono le problematiche? Come vengono affrontate? Questo blog vuole essere uno spazio dedicato a quanti si occupano e si interessano dei problemi urbani e sociali nei paesi in via di sviluppo.
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Come sono le città nei Paesi del Terzo Mondo? Come sono organizzate?

Quali sono le problematiche? Come vengono affrontate?
Questo blog vuole essere uno spazio dedicato a quanti si occupano e si interessano dei problemi urbani e sociali nei paesi in via di sviluppo.


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13 giugno 2011 1 13 /06 /giugno /2011 15:38

Come dice Lella, la fisioterapista collega di Mattia, qui non siamo in africa! Ti sorprenderò ma gli etiopi, e in maniera particolare i tigrini  (gli abitanti di questa regione: il Tigray), sono dei gran lavoratori! I mestieri che vanno per la maggiore (qui in città, perché mi hanno detto che nei villaggi è tutta un’altra cosa) sono il taxista, il negoziante e il pulisciscarpe. Nel quartiere dove stiamo noi (a mezz’ora a piedi dal centro) i negozi sono in ogni angolo possibile: casette in lamiera ricavate da un buco lungo il muro di confine dell’abitazione in cui ognuno vende un po’ di tutto: acqua, sapone, banane, pane, scatolame, caramelle, cereali, alcune verdure più comuni. In centro ci sono negozi di tutti i tipi: di quelli da faranji (stranieri) fino al market. I negozi non hanno orari né feste. Chiaramente i negozi sono organizzati in modo molti diverso dal nostro, stiamo cercando di capire che tipi di negozi ci sono, che tipi di cose vendono, anche se spesso è un “butta su”." (Da una mail del 20 giugno 2005)

 

I negozi africani sono proprio tutta un’altra cosa rispetto ai nostri italiani, almeno all’inizio. Per esempio non ci sono latterie, e nemmeno semplici negozi di frutta e verdura. La tipologia di negozio più diffusa è sicuramente la “bottega”, se così la vogliamo definire, che vende generi fra i più vari: dalle bibite, ai saponi, al pane, ai fazzoletti di carta, all’olio di semi. Sicuramente questo è il tipico negozio che si trova nelle piccole e medie città (non in capitale) e soprattutto nei villaggi e nelle periferie.

A questo si affiancano la macelleria, il panificio, e le cartolerie, e anche le ferramenta, i negozi di casalinghi, le sartorie, i negozi di materiali edili e i fabbri. Chiaramente l’”architettura” e l’organizzazione dello spazio è molto caratteristica: tutta la merce riesce ad essere ben in vista pur essendo esposta in un locale delle dimensioni di 3m x 3m.

L’aspetto più interessante si presenta quando un cliente chiede un prodotto che il negoziante non ha a disposizione. In questo caso il negoziante apre il cassetto che funge da cassa, prende alcune banconote che da all’aiutante, il quale esce velocemente dal negozio con la commissione di andare ad acquistare in un altro esercizio quel tale bene richiesto, per poi rivenderlo al cliente. Non ho mai capito se il prezzo venisse rincarato o meno.

Un altro elemento che ricordo con piacere è l’estrema gentilezza dei negozianti che ho incontrato: tutti si sono sempre prodigati ad aiutarci a caricare le borse sulla jeep al termine degli acquisti. In Italia un servizio del genere non esiste, oppure viene svolto solo a pagamento.

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