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  • : Urban Pvs esperienze urbane in paesi in via di sviluppo Come sono le città nei Paesi del Terzo Mondo? Come sono organizzate? Quali sono le problematiche? Come vengono affrontate? Questo blog vuole essere uno spazio dedicato a quanti si occupano e si interessano dei problemi urbani e sociali nei paesi in via di sviluppo.
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Come sono le città nei Paesi del Terzo Mondo? Come sono organizzate?

Quali sono le problematiche? Come vengono affrontate?
Questo blog vuole essere uno spazio dedicato a quanti si occupano e si interessano dei problemi urbani e sociali nei paesi in via di sviluppo.


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 Abstract del libro “MEKELLE E IL SUO STRUCTURE PLAN. PIANIFICAZIONE URBANA IN ETIOPIA.” (Erica Lucchi, 2009)

Contenuti di questo abstract:

STRUMENTI DEL PIANO E ATTUAZIONE

LAVORI IN CORSO

CONCLUSIONI

   

STRUMENTI DEL PIANO E ATTUAZIONE

 

Un local development plan (LDP) è un piano di dettaglio redatto per un’area specifica della città con lo scopo di specificare le strategie dello structure plan, del quale è quindi subordinato.

In un LDP si prescrivono le funzioni, i principi di disegno urbano, determinati standard, i criteri di sviluppo, la struttura e l’organizzazione spaziale di una data area per la provvisione di infrastrutture tecniche e sociali. Mentre lo Structure Plan (SP) è un piano a lungo termine preparato per guidare lo sviluppo dei successivi 10-20 anni, il Local Development Plan ne descrive le direzioni nel medio termine, 5-10 anni.

Un LDP dovrebbe coprire un’area compresa fra 20 e 100 Ha scelta in quanto di prioritario interesse come area strategica per gli investimenti o per via della sua criticità. Lo scopo è di delineare un possibile sviluppo coinvolgendo la comunità locale e possibili investitori nella stesura del piano. Per questo una parte importante del processo di pianificazione è la definizione della vision, della mission e del concept: elementi per configurare l’idea futura prescelta per l’area.

La combinazione di disegni urbani con proposte di pianificazione e regolamenti di attuazione dovrebbe poi favorire l’armoniosa integrazione nel costruito di quanto pianificato.

Alcuni principi basilari che sottendono questo genere di piano riguardano la partecipazione e la creazione di risorse rinnovabili per la sostenibilità economica dell’intervento nel tempo.

La stesura del piano deve coinvolgere, oltre alla popolazione, anche, e soprattutto, possibili investitori.

L’area oggetto del piano viene studiata come parte di un tutto più ampio, la città e l’intorno, e come area con le sue peculiari specificità da individuare, risolvere, valorizzare, sempre nell’ottica di attrarre il settore privato.

Nel caso di Mekelle lo Structure Plan individua 12 LDP aree nella parte già costruita della città e 3 LDP aree nelle zone di nuova espansione, coprendo non tutto lo spazio pianificato ma concentrandosi sul territorio individuato come bisognoso di intervento e/o come potenzialmente strategico per gli investimenti. E’ da notare che neanche uno dei piani di dettaglio è stato dedicato a Quiha o ad Aynalem. Sono solo cinque gli LDP con una superficie inferiore ai 100 Ha; tutti gli altri presentano dimensioni notevoli che nella pratica si sono rivelate essere di ostacolo alla pianificazione.

Sette sono gli LDP area già studiati di cui tre sono stati redatti fra MCPPP Office e Municipalità e i quattro rimanenti da alcuni studi privati cittadini e della capitale.

 

Un esempio: Kebele 14 LDP Area

. L’area oggetto del piano è la parte storica della città, fondata al tempo di Yohannes IV, ricca di Hidmo Houses e di case in pietra formanti un insediamento del tipo tradizionale con percorsi che si diramano seguendo la morfologia del terreno.

La Vision per questa area prevede di sviluppare questo luogo principalmente come un centro turistico, commerciale, storico e residenziale pur mantenendo il carattere esistente:

1. sviluppando l’area centrale dove i valori di Kebele 14 sono ben conservati e un uso commerciale è già introdotto evidenziando gli elementi storici in modo da farli divenire attrazioni turistiche;

2. sviluppando un corridoio commerciale lungo le strade di accesso all’area in modo da connettere il centro con le principali strutture cittadine presenti nelle vicinanze;

3. sviluppando Kebele 14 sostenendo il mix di attività esistente.

Il piano prevede la riorganizzazione della circolazione, la predisposizione di spazi pubblici e di verde urbano, la fornitura di servizi igienici pubblici e la valorizzazione del patrimonio storico esistente.


 

 

LAVORI IN CORSO 

 

I tanti progetti portati a termine e in fase di realizzazione sono un chiaro esempio del dinamismo cittadino e della direzione di sviluppo che la città sta scegliendo: nel settore abitativo negli ultimi anni la municipalità si è prodigata nella lottizzazione principalmente di due nuove aree di espansione, inoltre molti investimenti sono in corso per la costruzione di importanti complessi edilizi pluripiano con funzioni commerciali. Oltre a questi è stata intrapresa la costruzione di un centro espositivo, una fiera permanente, e sono attualmente in fase di studio interventi che riguardano il centro residenziale Dora real estate, un edificio con quindici uffici governativi, la nuova sede della municipalità e il nuovo cimitero pubblico.

Nel settore stradale sono in fase di ultimazione tre raccordi: uno a nord che collega la fabbrica Mesfin con il nuovo ospedale (il Referral Hospital); il nuovo asse commerciale della Grand Avenue; e, a sud, una delle tratte dei taxi mini-bus, che collega il castello alla stazione in kebele 18.

Dei servizi cittadini è stata intrapresa la costruzione di una nuova discarica mentre sono in fase di analisi un progetto più vasto di gestione dei rifiuti solidi e il piano della rete di drenaggio cittadina, attualmente inesistente. Per la fornitura di acqua sono in fase di costruzione quattro nuovi pozzi mentre si sta studiando la possibilità di identificare altre fonti acquifere.

La municipalità si sta anche adoperando a studiare proposte di investimenti con partnership privata come il piano per il parco di Enda Raesi in cui si propone la realizzazione di un nuovo centro ricreativo con la costruzione di appartamenti e di un grosso centro sportivo.

Per la gestione del territorio è in fase di analisi l’introduzione di un sistema catastale.

 

 

Alcuni interessanti progetti avviati sono il centro commerciale che è in fase di costruzione nel luogo dello storico mercato di Kedamay Weyane, la realizzazione della grande strada monumentale, denominata, appunto, Grand Avenue, e il progetto per il recreational park di Enda Raesi.

 

Priorità.

Dal piano strategico quinquennale (2006-2010) è possibile individuare i diversi progetti previsti per la città di Mekelle, la previsione della loro spesa e l’ordine di priorità nella loro realizzazione.

I criteri adottati per la decisione della precedenza dei diversi interventi sono stati suddivisi in due grandi gruppi: la fattibilità, con 30 punti percentuali, e il contributo allo sviluppo sostenibile, con 70 punti percentuali, delle varie proposte. I progetti considerati sono stati ordinati seguendo tali criteri nel modo seguente:

1. fornitura di acqua potabile. (urgente)

2. smaltimento dei rifiuti liquidi mediante apposite vegetazione. (urgente)

3. Formazione

4. gestione dei rifiuti solidi

5. parchi pubblici

6. servizi igienici a basso costo

7. miglioramento urbano (Urban upgrading)

8. biblioteca pubblica

9. costruzione di nuove strade

10. complessi residenziali

11. manutenzione stradale

12. fornitura di infrastrutture all’area dell’industria pesante

13. capolinea dei trasporti

14. servizio di trasporto di massa

15. miglioramento dei mercati

16. costruzione di mercati

17. illuminazione stradale

18. servizio di protezione pubblica

19. cimitero municipale

20. parcheggi

 

CONCLUSIONI 

“Mekelle in the 21st century: a city for all”: questo è il motto scelto come base del piano strutturale. Questo lo slogan che deve guidare lo sviluppo della città. “Una città per tutto”. Cosa vuol dire “una città per tutto”? Sembra quasi che invece di scegliere una strategia ben precisa sulla quale investire si sia scelto di non scegliere. Infatti “tutto” è come dire “niente”.

Il piano strutturale voleva, e sarebbe potuto, essere uno strumento anche strategico.

La città non si deve riorganizzare solo per far fronte alla più volte menzionata crescita prevista della popolazione. Forse più importante per la vivacità stessa della città è l’esigenza pressante di crearsi un nuovo ruolo nella compagine nazionale e internazionale dopo la chiusura delle comunicazioni con la vicina Eritrea.

Dalle scelte che emergono dal piano strutturale e dal piano strategico si può affermare che la città ha deciso di investire nello sviluppo industriale, ma allora perché “una città per tutto”?

Ancora più significativo è il fatto che la scelta del motto è stata fatta alla fine della stesura dello Structure Plan e che i tecnici del Mcppp office sono stati chiamati a votare fra una lista di slogan predisposti dal project manager. Questi slogan erano del tipo “la città della giustizia”, “la città dell’educazione”, “la città dei servizi”, ecc.

E’ possibile che alla fine dei lavori per un piano di sviluppo cittadino ci si interroghi su quali siano state le scelte strategiche adottate?

Nella fase di analisi si è avuta la giusta intuizione di non limitarsi a studiare il solo contesto urbano di Mekelle ma di comprendere l’area di influenza mediante la “25 km radius map”. Peccato che si sia studiato solo il tipo di terreno presente in questa area e nulla sia stato pensato per questo bacino di utenza. Individuare l’area metropolitana poteva servire a riorganizzare gli scambi fra territorio urbano e rurale nell’interesse di uno sviluppo omogeneo, sostenibile e non conflittuale.

Inoltre il piano si presenta privo di un apparato normativo. Come sarà possibile attuarlo? Molte delle scelte fatte sono nella mente del project manager che ha svolto in realtà un ruolo di city manager in questi anni accentrando su di sé la gestione del piano. Cosicché con le sue dimissioni, presentate nel settembre 2006 alla fine della fase di redazione del piano e al momento di riorganizzazione della sua implementazione, molti dei contenuti, degli accordi verbali, sono andati sicuramente persi.


scarica questi capitoli del libro (.pdf)

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