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  • : Urban Pvs esperienze urbane in paesi in via di sviluppo Come sono le città nei Paesi del Terzo Mondo? Come sono organizzate? Quali sono le problematiche? Come vengono affrontate? Questo blog vuole essere uno spazio dedicato a quanti si occupano e si interessano dei problemi urbani e sociali nei paesi in via di sviluppo.
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Come sono le città nei Paesi del Terzo Mondo? Come sono organizzate?

Quali sono le problematiche? Come vengono affrontate?
Questo blog vuole essere uno spazio dedicato a quanti si occupano e si interessano dei problemi urbani e sociali nei paesi in via di sviluppo.


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6 settembre 2014 6 06 /09 /settembre /2014 09:17

clean up aour mekelle 

La rapida urbanizzazione avvenuta nell’ultima decade a Macallè, Etiopia, ha avuto il risultato di provocare un drammatico peggioramento delle sue condizioni ambientali, impattando particolarmente sulle già provate aree periferiche dove vivono e lavorano le comunità più povere.La città soffre della mancanza di una visione comprensiva riguardante la pianificazione e gestione della raccolta e del trattamento dei rifiuti e solo le zone più centrali hanno regolari servizi nel campo, erogati da ditte private.

Il risultato è che le zone più periferiche sono in condizioni igieniche così preoccupanti che azioni volontarie pur di carattere straordinario devono essere messe in campo al fine di ridurre i rischi per la salute delle comunità e la pressione sull’ambiente, anche se i benefici di tali azioni rimangono circoscritti nel breve termine. Le zone naturali residuali all’urbanizzazione e i corridoi che circondano la maggior parte delle zone residenziali stanno assumendo nel tempo il carattere di discariche spontanee ed incontrollate, con insufficiente controllo sulle ricadute in termini di inquinamento dei suoli e delle acque. La popolazione non è adeguatamente informata sui rischi connessi con questo tipo di smaltimento dei rifiuti, e le alternative, qualora in essere, non sono sufficientemente conosciute tra i cittadini.


A Macallè il progressivo degrado ambientale, gli scarsi investimenti e il disinteresse degli enti governativi verso queste aree, ha provocato l'allontanamento delle comunità locali dalla cura della “cosa pubblica”, facendo loro passivamente accettare le pessime condizioni ambientali in cui vivono come una “realtà immodificabile”. Per interrompere questo processo un progetto di Action Planning comunitario chiamato Clean Up Our Mekelle, promosso dall’Ethiopian Institute of Technology – Mekelle, è stato sperimentato nel Marzo 2014 per far cooperare differenti organizzazioni provenienti dal pubblico, dal privato e dal terzo settore con la comunità locale di May Degene, una delle aree più disagiate della città.

 

Il progetto ha mirato a trasferire conoscenze in materia di ambiente, elevando la coscienza delle comunità locali in una prospettiva di "learn-by-doing" e rafforzando le connessioni tra le diverse organizzazioni coinvolte per lavorare in team per il bene comune.


L'analisi dei risultati del progetto contenuta nell'articolo di Andrea Raffaele Neri esplora due principali e interconnesse aree di ricerca: da una parte la modalità con cui il processo di Action Planning è stato gestito; dall’altra come la comunità locale ha risposto agli input dati, principalmente prendendo in considerazione dati primari acquisiti a mezzo di questionari.

 

Il tipo di partecipazione di comunità promosso dal progetto è stato un grande stimolo per rendere le persone più consapevoli delle minacce che il loro comportamento può provocare sull’ambiente circostante, grazie al trasferimento di conoscenze che dall’Università e dalle organizzazioni partecipanti ha raggiunto le fasce di popolazione più spesso dimenticate, come testimoniano molti dei commenti scritti a mano.

Anche la creazione di un forte partenariato tra i diversi settori e istituzioni ha prodotto importanti risultati, in particolare nelle prime fasi del progetto. Purtroppo, l'interesse iniziale per l’Action Plan da parte delle istituzioni e del Delait (la società di gestione dei rifiuti) è drasticamente diminuito quando si è trattato di esaminare le criticità del degrado ambientale e dell'attuale gestione dei rifiuti.


Tutti gli obiettivi di breve termine sono stati raggiunti dall’Evento Comunitario Pilota nel lasciarsi alle spalle un ambiente sub-urbano più pulito, garantendo la partecipazione di massa da parte della comunità e la raccolta di dati primari molto significativi per la ricerca. Purtroppo  non si potranno raggiungere gli sperati benefici di lungo termine senza un partenariato forte con le autorità competenti e un serio impegno politico per l’attuazione delle attività proposte.

 

 

tratto da un aricolo di Andrea Raffaele Neri

Lecturer in Urban Planning and Management, Ethiopian Institute of Technology, Mekelle University.

Email: andrearneri@gmail.com

 

scarica l'articolo: link

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